ADDIO AD ALDA MERINI, MILANO
LA SALUTA NELLA CAMERA ARDENTE
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HUNZIKER «Rimasi folgorata dall'incontro con Alda Merini: quella donna si faceva amare per ogni parola, ogni gesto, ogni sguardo». Lo racconta Michelle Hunziker in un'intervista al settimanale "Chi" per il numero edicola domani. La showgirl e la scrittrice si conobbero grazie alla fondazione Doppia difesa, l'associazione che difende le donne voluta dalla Hunziker e dall'avvocato Giulia Bongiorno, alla quale la Merini volle donare a scopo benefico una sua poesia inedita, «Il regno delle donne». Alda parlava un linguaggio in grado di arrivare a tutti, continua Michelle, «sono onorata di averla conosciuta».
MILVA «Ho perso una grande amica, una sorella maggiore, non riesco ad immaginare che Alda non ci sia più»: questo il ricordo commosso di Milva per la morte della poetessa Alda Merini. La cantante ha portato un ultimo saluto al feretro della vecchia amica alla camera ardente allestita a Palazzo Marino a Milano ed è sua la grande composizione di rose bianche ai piedi della bara di Alda Merini. «Alda aveva una vivacità e una prorompenza totale - così l'ha ricordata Milva -, era vivace e adesso non riesco proprio ad immaginarmela ferma. Nella mia memoria Alda rimarrà sempre quella donna agitata con quegli occhi enormi che solo i bambini hanno».
MESSAGGI DI ADDIO Persone comuni, la maggior parte di una certa età: da questa mattina la camera ardente di Alda Merini allestita al municipio di Milano è meta di una lenta e composta processione di tanti cittadini che hanno voluto dare il loro ultimo, privato, addio alla loro poetessa. I diari del cordoglio posti nell'anticamera sono la testimonianza più autentica del legame che la scrittrice dei Navigli, con i suoi versi e la sua eccentrica presenza, era riuscita a stringere con la sua Milano. «Addio piccola ape furibonda, sarai una stella che brillerà per sempre nel cielo e nel mio cuore», «Nella tua voce stanca ho ritrovato la mia»: in poche ore messaggi come questi hanno già riempito pagine e pagine dei libri degli addii. Parole di stima e di affetto, alcune scritte con l'ingenuità del cuore, altre mosse da un afflato poetico, come quelle di chi ha preso in prestito i versi di Yves Montand per dire addio alla donna ma non alle sue opere: «Longtemps, longtemps, longtemps, apres que les poetes ont disparus...» (A lungo, dopo la scomparsa dei poeti le loro canzoni corrono ancora nelle vie, ndr).
SINDACO MORATTI APRE LA CAMERA ARDENTE IN COMUNE Con la fascia tricolore sul petto il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha aperto la camera ardente di Alda Merini, allestita nel salone d'onore di Palazzo Marino, sede del Comune di Milano. Il primo cittadino si è raccolta in un momento di preghiera ai piedi del feretro, poi, dopo un segno della croce ha avvicinato le quattro figlie della poetessa, Emanuela, Barbara, Simona e Flavia per portare loro una parola di conforto e di cordoglio. Ai piedi della bara è stata deposta una corona di rose bianche dell'amica e cantante Milva, mentre accanto al gonfalone della città listato a lutto svetta una grande composizione floreale del Presidente della Repubblica. Dietro il sindaco di Milano, Letizia Moratti, una decina di persone, da tempo in attesa di poter entrare, hanno portato l'ultimo saluto al feretro della poetessa. «Ho voluto portare alla famiglia - ha detto Letizia Moratti - il saluto e l'abbraccio della città: Alda amava davvero Milano. È stata una persona che ha anche vissuto momenti di difficoltà, di sofferenza, di contraddizione, forse come la nostra città, ma nei suoi scritti alla fine prevaleva sempre l'amore come nella nostra città».
FERETRO ARRIVATO IN COMUNE A MILANO Il feretro della poetessa Alda Merini è stato da poco portato nella sala Alessi di Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, dove è stata allestita la camera ardente. Il salone d'onore del municipio milanese è attraversato da un lungo tappeto rosso alla cui estremità è stata collocata la bara della poetessa sulla quale svetta il gonfalone della città listato a lutto. Il feretro è arrivato al Comune di Milano dall'ospedale San Paolo, dove la scrittrice è morta domenica pomeriggio. Intorno alle 9.30 è previsto che il sindaco, Letizia Moratti, aprirà la camera ardente.
UNA TARGA NELLA SUA CASA Una targa per ricordare la grande poetessa Alda Merini sarà affissa sulla sua casa ai Navigli di Milano dove viveva e a cui era molto legata. Lo ha annunciato oggi l'assessore alla cultura del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory, aggiungendo che il 21 marzo, compleanno della poetessa e inizio della primavera, verrà celebrata una giornata di festa della poesia presso la Palazzina Liberty, in sua memoria. L'assessore ha infine ricordato un regalo ricevuto dalla Merini: «un orsetto, metafora della sua idea di poesia che era come una creatura selvaggia e a rischio di estinzione».
IL SALUTO DEL SINDACO MORATTI «Ho voluto portare alla famiglia il saluto e l'abbraccio della città perchè Alda amava davvero Milano». Così il sindaco del capoluogo lombardo, Letizia Moratti, ha reso omaggio al feretro della poetessa Alda Merini. «È stata una persona che ha vissuto nella sua vita momenti di difficoltà, di sofferenza, di contraddizione, forse come la nostra città, - continua - ma sapeva far prevalere nei suoi scritti sempre l'amore, proprio come Milano». Il primo cittadino ha ricordato l'abitudine di incontrarsi a Ferragosto per il pranzo con gli anziani, ma soprattutto ha sottolineato l'importanza di celebrare funerali di Stato perchè «si è compreso da subito -conclude la Moratti - la statura nazionale di Alda».
FUNERALI DI STATO IN DUOMO Saranno funerali di Stato e si svolgeranno in Duomo a Milano, mercoledì alle 14, le esequie di Alda Merini: lo ha detto il sindaco di Milano, Letizia Moratti, rivelando che la sua richiesta di tributare esequie solenni alla poetessa è stata accolta dal Consiglio dei ministri.
«Ho chiesto alla presidenza del Consiglio di poter avere i funerali di Stato per Alda Merini, che sono stati accordati. I funerali, sentita anche la famiglia, saranno celebrati in Duomo mercoledì alle 14». Queste le parole con cui il sindaco di Milano, Letizia Moratti, al termine della cerimonia per l'iscrizione dei nuovi milanesi benemeriti al Famedio del Cimitero Monumentale, ha annunciato le esequie di Stato per la poetessa morta ieri pomeriggio. A partire dalle 8.30 di domani mattina la sala Alessi di Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, ospiterà la camera ardente per Alda Merini la cui salma, al termine delle esequie solenni celebrate in Duomo dal vicario episcopale con delega alla cultura monsignor Franco Giulio Brambilla, sarà tumulata al Famedio del Cimitero Monumentale. Il Comune di Milano ha dunque deciso di tributare il massimo degli onori per le esequie della poetessa. «Sarà una celebrazione importante - ha detto Letizia Moratti - perchè Alda Merini ha rappresentato e rappresenta una figura importante a livello nazionale per il suo attaccamento al territorio e per la sua capacità di raccontare la vita della sua città, fino a quando, anche recentemente, ha voluto dedicare una poesia alle donne che è stata poi cantata e il cui ricavato è andato ad un'associazione benefica. Alda Merini è stata una figura che ha attraversato la storia e la cultura della nostra città donando riflessioni importanti al paese».
DOMANI CAMERA ARDENTE IN COMUNE La camera ardente per la poetessa Alda Merini verrà allestita nella sala Alessi a Palazzo Marino, sede del comune di Milano, probabilmente domani. I familiari della poetessa hanno infatti accolto positivamente la proposta del sindaco Letizia Moratti di ospitare in comune la camera per la veglia funebre. A quanto si è appreso la salma potrebbe essere spostata già domani mattina dall'ospedale S. Paolo dove la Merini è morta ieri pomeriggio.
FORSE PIU' DI 100 GLI INEDITI Potrebbero essere più di 100 gli inediti di Alda Merini, la poetessa morta ieri a Milano. Ne è convinta Marina Bignotti, per anni responsabile della casa editrice Scheiwiller che ha pubblicato una buona parte delle opere, e dal 1983 amica e confidente dell'artista. « Alda era molto prodiga riguardo la sua produzione. Chiunque andasse a trovarla - racconta Bignotti -, usciva con in mano una sua poesia. Quindi gli inediti dovrebbero essere tantissimi. Ho pensato spesso ben prima di questi giorni di poter arrivare a pubblicare l'opera omnia di Alda, ma allo stato attuale proprio per le ragioni dette sembra un'impresa piuttosto difficile». Bignotti - definita in un verso della Merini 'La terra del suo cantò - presume che solo il 30% del vasto corpo di inediti della poetessa «sia materiale di sostanza. Ma nessuno può essere certo finche non avrà tutta la produzione. Cosa, ripeto, piuttosto difficile». «Del resto era la stessa poetessa ad affidare ad altri i suoi scritti: sia per motivi economici - spiega ancora - sia perchè lei stessa era consapevole della sua impossibilità di poter custodire il materiale, vista la vita disordinata. In un certo senso affidava agli altri il compito di preservare il suo lavoro, di salvarlo. Negli anni '50 e '60 questa è stata pratica comune». Bignotti deve ancora decidere se pubblicare o meno il materiale in suo possesso della poetessa: «ho molti inediti, ma in questo momento non ci voglio pensare. In 26 anni di amicizia Alda mi ha dato molti suoi scritti, sia in prosa sia in poesia. Ora però è un momento di dolore». Intanto sia la casa editrice Manni sia Einaudi hanno in uscita due libri della poetessa. La prima manderà in libreria dal 25 novembre la raccolta inedita 'La polvere o ventò: una strenna di 60 poesie con prefazione di Giulio Ferroni. Ma la Manni - dicono dall'azienda - ha altro materiale inedito nei suoi archivi che deve ancora studiare e valutare: non sono quindi escluse altre pubblicazioni. Lo Struzzo di Torino invece ha in uscita 'Il Carnevale della Crocè, un libro che raccoglie il meglio della più recente produzione di Merini: un insieme fatto di poesie religiose e poesie di amore. «Il tuo amore - recita una di queste - mi ha riempito di rughe e mi sento come un albero nato perfetto e indomito invecchiato in un'ora. Le mie quattro radici quattro figli perfetti tengono in vita un tronco che sta per morire».
È MORTA ALDA MERINI La poetessa Alda Merini, 78 anni, è morta oggi pomeriggio alle 17.30 a Milano. Alda Merini è morta nel reparto di oncologia dell'Azienda Ospedaliera San Paolo di Milano, «nosocomio - informa una nota - che da anni l'ha avuta in cura e a cui ha dedicato profonde riflessioni poetiche oltre a una scultura di forte richiamo a un periodo travagliato della sua vita». «Il suo atteggiamento e la sua sensibilità - si legge nel comunicato del nosocomio - hanno lasciato un profondo ricordo negli operatori sanitari del reparto di cura di Oncologia e cure palliative al quale si è rivolta nella consapevolezza di un supporto al disagio fisico e psicologico che la malattia le ha riservato nell'ultimo periodo della sua esistenza».
CAMERA ARDENTE A PALAZZO MARINO Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, mette a disposizione la sede del Comune, Palazzo Marino, per la camera ardente di Alda Merini, la poetessa morta oggi all'ospedale San Paolo, e propone che sia sepolta al Famedio del cimitero monumentale. «Alda Merini - ha osservato il sindaco - è l'esempio di una donna profondamente radicata a Milano, al suo quartiere, alla sua via, alla sua casa che ha saputo dare con la sua arte una testimonianza universale della vita di oggi e delle sue contraddizioni». «Ricordo con commozione - ha aggiunto Moratti - quando Alda la scorsa estate mi regalò una sua poesia, dolcissimi versi che tengo incorniciati nel mio ufficio a Palazzo Marino e testimoniano la sua grande sensibilità e la sua passione. Come tutta la sua opera, riflessioni poetiche di una donna di cultura che ha onorato e amato fino all'ultimo la sua Milano, impegno per il quale nel dicembre del 2002 ha ricevuto la Medaglia d'Oro di Benemerenza Civica».
UN ALBUM DI CANZONI PRONTO PER IL 2010 L'ultimo lavoro musicale della poetessa Alda Merini, frutto della collaborazione con il musicista Giovanni Nuti, uscirà l'anno prossimo. «Abbiamo terminato un bellissimo album di canzoni piene di vita e di gioia. Mai come adesso abbiamo fatto un album così vitale, così energico, così bello di speranze e di vita», dice lo stesso Nuti. «Alda Merini non amava le domande sul suo ricovero in manicomio ma, quando entrava in confidenza con una persona, era lei stessa ad affrontare l'argomento», aggiunge ai microfoni di CNR Media Giovanni Nuti. «L'importante era che non fossero gli altri a fare riferimento al manicomio - spiega - Alda gradiva parlarne per prima. Affrontare il tema della malattia era come respirare per lei, perchè era rimasta segnata in maniera indelebile». Sulla mancata assegnazione del Premio Nobel - era stata segnalata per il riconoscimento la Merini scherzava: «Era solita ripetere 'Non voglio il Nobel perchè in Italia non vengo trattata come dovutò» ricorda Nuti. «Prima dell'assegnazione di quest'anno aveva promesso che, in caso di vittoria, avrebbe devoluto tutto il compenso alla ricerca per le malattie mentali.
NAPOLITANO: "VIENE MENO UNA LIMPIDA VOCE POETICA" Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, profondamente rattristato dalla notizia della scomparsa di Alda Merini, in un messaggio alla famiglia ha espresso il commosso rammarico per questa grave perdita della cultura italiana: viene meno, dice il suo messaggio, una ispirata e limpida voce poetica.
FO: "L'AVEVO PROPOSTA PER IL NOBEL" «I premi Nobel hanno la possibilità di scrivere alla giuria per segnalare altri candidati, ed io l'avevo fatto per Alda Merini». Lo dice all'ANSA il premio Nobel Dario Fo, parlando «con grande dispiacere» della scomparsa della poetessa milanese. «Sapevo che era stata ricoverata e speravo sinceramente che ce la facesse», dice ancora Fo. «Io l'ho conosciuta e incontrata, avevo più volte parlato con lei, e letto le sue cose più importanti. Ora tutti lo dicono ma io lo dico da tempo: era una straordinaria figura poetica, tra le più grandi in Italia e per questo - conclude - avevo partecipato attivamente alla sua candidatura al Nobel».
LA POETESSA DELL'ALTRA VITA Nata a Milano il 21 marzo 1931, Alda Merini ha iniziato a comporre le prime liriche giovanissima, a 16 anni. Il suo primo incontro con il mondo letterario avvenne quando Silvana Rovelli, cugina di Ada Negri, sottopose alcune delle sue poesie ad Angelo Romanò che, a sua volta, le fece leggere a Giacinto Spagnoletti, considerato lo scopritore della poetessa. La prima raccolta di poesie di Alda Merini: 'La presenza di Orfeò, pubblicata nel 1953, ebbe subito un grande successo di critica. Il suo capolavoro è però considerato 'La Terra Santà che le è valso, nel 1993, il Premio Librex-Guggenheim 'Eugenio Montalè per la Poesia. Altre sue raccolte di versi sono 'Testamentò, 'Vuoto d'amorè, 'Ballate non pagatè, 'Fiore di poesia 1951-1997', 'Superba è la nottè, 'L'anima innamorata, 'Corpo d'amorè, 'Un incontro con Gesu«, 'Magnificat. Un incontro con Marià, 'La carne degli Angelì, 'Più bella della poesia è stata la mia vità, 'Clinica dell'abbandonò e 'Folle, folle, folle d'amore per te. Poesie per giovani innamoratì. Nella sua carriera artistica, Alda Merini si è cimentata anche con la prosa in 'L'altra verità. Diario di una diversà, 'Delirio amorosò, 'Il tormento delle figurè, 'Le parole di Alda Merinì, 'La pazza della porta accantò (con il quale vinse il Premio Latina 1995 e fu finalista al Premio Rapallo 1996), 'La vita facilè, 'Lettere a un racconto. Prose lunghe e brevì e 'Il ladro Giuseppe. Racconti degli anni Sessantà e con gli aforismi 'Aforismi e magiè. Nel 1996 era stata proposta per il Premio Nobel per la Letteratura dall'Academie Francaise e ha vinto il Premio Viareggio. Nel 1997 le è stato assegnato il Premio Procida-Elsa Morante e nel 1999 il Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Settore Poesia.